A chi è rivolto il Fondo Fopen?

Fopen è un fondo pensione chiuso, di natura negoziale, istituito senza scopo di lucro attraverso la contrattazione collettiva nazionale, in attuazione dell’accordo sindacale del 3 dicembre 1998 tra Enel e le organizzazioni sindacali del comparto elettrico. Ciò significa che le attività del Fondo non sono orientate da logiche di profitto, ma mirano esclusivamente a fornire un servizio ai propri aderenti: il suo obiettivo primario è offrire una prestazione previdenziale integrativa rispetto a quella di primo pilastro erogata dall’INPS.

Possono aderire a Fopen i seguenti soggetti:

  • i lavoratori dipendenti del Gruppo Enel;
  • i lavoratori dipendenti delle società operanti nel servizio elettrico nazionale che hanno aderito al Fondo con specifico accordo sindacale;
  • i lavoratori di altri soggetti giuridici costituiti o operanti a seguito di contratti collettivi o accordi sindacali tra le parti istitutive e le organizzazioni sindacali del Gruppo Enel;
  • i soggetti fiscalmente a carico degli aderenti e dei beneficiari.

Inoltre, risultano iscritti al Fondo coloro che vi hanno aderito tramite il conferimento dei contributi contrattuali (come gli ex iscritti al Fondo Gas) e i beneficiari, individuati come i soggetti che percepiscono le prestazioni pensionistiche.

Come aderire al Fondo Fopen

L’adesione è volontaria e può avvenire in vari momenti della vita lavorativa. Chi è stato assunto prima del 30 giugno 2026, ha sei mesi di tempo per decidere se:

  • destinare il trattamento di fine rapporto (TFR) a Fopen;
  • mantenere il TFR in azienda.

Se, al termine dei sei mesi, non viene effettuata una scelta, l’adesione attraverso la destinazione del TFR avviene di default. In questo caso, si parla di adesione tacita (o silente): nel Fondo confluisce il solo TFR e il lavoratore può aderire esplicitamente in qualsiasi momento, scegliendo di versare anche il proprio contributo e ottenere quello dell’azienda.

Per le assunzioni effettuate a partire dal 1° luglio 2026, invece, scatta la nuova adesione automatica, che riguarda chi è al primo impiego nel settore privato e chi versa già il TFR alla previdenza complementare e cambia rapporto di lavoro.

In questi casi, il lavoratore viene iscritto al Fondo Fopen con decorrenza dalla data di assunzione e dispone di 60 giorni di tempo per esercitare l’eventuale rinuncia. In assenza di comunicazioni, l’iscrizione si intende confermata: l’azienda avvia i versamenti dal primo mese successivo alla scadenza di tale termine, comprendendo anche gli importi maturati dal primo giorno di lavoro.

L’adesione automatica attiva la cosiddetta contribuzione piena. Di conseguenza, oltre al TFR maturando, nel fondo confluiscono la quota di contributo minimo a carico del lavoratore, nella misura prevista dal contratto collettivo, e il contributo aggiuntivo a carico del datore di lavoro.

Si parla, infine, di adesione esplicita quando il lavoratore decide espressamente di aderire al Fondo e sceglie se versare il solo TFR o anche il proprio contributo, ottenendo così quello dell’azienda.

Prima dell’adesione, è sempre opportuno che il lavoratore consulti la Nota Informativa, prestando particolare attenzione alla Parte I “Le informazioni chiave per l’aderente” – che comprende la Scheda “Presentazione”, la Scheda “I costi” e la Scheda “I destinatari e i contributi” -, e l’Appendice “Informativa sulla sostenibilità”.

Successivamente, occorre seguire la procedura di adesione online (o compilare il modulo di adesione e presentarlo all’Ufficio del Personale della propria azienda).

Completata l’adesione, il Fondo invia una lettera di benvenuto contenente, tra le altre cose, le credenziali per il primo accesso all’Area Riservata.

Come contribuire al Fondo Fopen

Abbiamo accennato alle diverse forme di contribuzione al Fondo di cui può godere chi aderisce. Vediamole ora nel dettaglio:

  • TFR;
  • contributo dell’aderente;
  • contributo dell’azienda, un’interessante opportunità di cui è possibile beneficiare solo in caso di versamento del contributo da parte dell’aderente.

Mentre l’aderente tacito versa solo il TFR, quello esplicito può scegliere di attivare anche il contributo a proprio carico, così da ottenere quello dell’azienda. In caso di adesione automatica, invece, sono attive tutte e tre le forme di contribuzione. Fanno eccezione coloro che percepiscono un reddito inferiore all’assegno sociale: questi ultimi possono omettere il contributo a carico del lavoratore, comunicandolo al datore di lavoro, e mantenere comunque il diritto al contributo a carico dell’azienda.

Le percentuali minime di contribuzione a carico del lavoratore e quelle del contributo dell’azienda sono stabilite dai CCNL di riferimento. Il lavoratore può scegliere liberamente di versare un contributo superiore al minimo, comunicandolo al datore di lavoro in qualsiasi momento, con effetto dal mese successivo.. Inoltre, le aziende possono prevedere condizioni di maggior favore attraverso la contrattazione interna. 

Per maggiori dettagli, rinviamo alla lettura della Scheda “I destinatari e i contributi” della Nota Informativa.

Esiste anche la possibilità, su base volontaria da parte dei singoli aderenti, di destinare al Fondo alcune voci della retribuzione, come gli importi relativi agli scatti di anzianità in corso di maturazione e, ai sensi della Legge di Bilancio 2017, gli importi relativi al premio di produttività, usufruendo della piena esenzione fiscale.

Infine, l’aderente ha la facoltà di versare una quota volontaria aggiuntiva, in forma ricorrente o una tantum. In questo caso, la deduzione fiscale avviene a consuntivo in dichiarazione dei redditi.

Ricordiamo inoltre che, a eccezione del TFR (che verrà tassato con un’aliquota di favore al momento del pensionamento), tutte le altre forme di contribuzione vengono dedotte dall’imponibile fiscale, entro il limite massimo annuo di 5.300 euro (a partire dal 2026).

Se la contribuzione totale in un anno, al netto del TFR, supera questa soglia, l’aderente deve comunicare al Fondo l’importo in eccesso. Tali somme non subiranno alcun prelievo fiscale in fase di prestazione; in questo modo, si evita una doppia imposizione fiscale sulle quote che hanno già scontato le imposte alla fonte.

Come investe il Fondo Fopen

I contributi versati a Fopen vengono investiti sui mercati finanziari da soggetti altamente qualificati e scelti con gara pubblica. Il Fondo offre ai propri aderenti l’opportunità di investire in diversi comparti (o linee) di investimento, opportunamente diversificati, che si differenziano in base agli obiettivi di rendimento/rischio e all’orizzonte temporale di riferimento, nonché di cambiare comparto nel corso del tempo (di norma rispettando un periodo di permanenza minimo pari a 12 mesi).

È importante sottolineare che i fondi pensione definiscono le proprie strategie di investimento nel rispetto degli stringenti vincoli imposti dalla normativa vigente in materia di risparmio previdenziale.

Più nello specifico, il patrimonio di Fopen è suddiviso in tre comparti, elencati di seguito in ordine crescente in termini di rapporto rischio/rendimento:

1. Obbligazionario Garantito

Composto circa al 95% da obbligazioni e al 5% da azioni, questo comparto è destinato a raccogliere il TFR conferito nei casi di adesione tacita(mentre per la nuova adesione automatica l’assegnazione iniziale avviene in base all’età dell’iscritto, come vedremo più fra poco), nonché le posizioni individuali per le quali l’aderente non ha effettuato una scelta al momento dell’adesione.

Esso prevede la garanzia di restituzione del capitale versato, al netto delle spese a carico dell’aderente e degli oneri di gestione e di quanto eventualmente già erogato. È finalizzato a preservare il capitale investito, realizzando con elevata probabilità rendimenti almeno pari a quelli ottenuti dal TFR lasciato in azienda in un orizzonte temporale di breve periodo (circa 5 anni dal pensionamento). Per questo, è adatto a chi ha una propensione al rischio bassa o è ormai prossimo al pensionamento.

2. Bilanciato Obbligazionario

Composto circa al 70% da obbligazioni e al 30% da azioni, questo comparto ha l’obiettivo di realizzare un incremento moderato e stabile del capitale investito, attraverso investimenti che sfruttano le opportunità offerte dai mercati obbligazionari e azionari globali, mantenendo un livello di rischio moderato. Esso ha come riferimento un orizzonte temporale di medio periodo (5-10 anni) ed è adatto alle esigenze di un soggetto che privilegia la continuità degli investimenti e la stabilità di capitale e risultati.

3. Bilanciato Azionario

Composto circa al 60% da azioni e al 40% da obbligazioni, questo comparto mira a conseguire un significativo incremento del capitale investito, investendo in modo strategico per sfruttare le opportunità offerte dai mercati globali. Il suo orizzonte temporale di riferimento è lungo (oltre 15 anni dal pensionamento) e risponde alle esigenze di un soggetto che ricerca rendimenti potenzialmente più elevati nel lungo periodo ed è disposto ad accettare una più elevata esposizione al rischio, con una certa discontinuità dei risultati nei singoli esercizi.

Per facilitare una scelta consapevole del comparto più adatto all’iscritto e alla sua specifica fase della vita lavorativa, Fopen mette a disposizione uno strumento utile: il “Questionario di autovalutazione”, allegato al modulo di adesione.

Adesione automatica e allocazione dei contributi

Gli aderenti automatici vengono collocati, al momento dell’iscrizione, nel comparto più coerente con la propria età anagrafica tra i tre di Fopen, secondo questo schema:

Età anagrafica Comparto
Fino a 51 anni Bilanciato Azionario
Da 52 a 61 anni Bilanciato Obbligazionario
Da 62 a 67 anni Obbligazionario Garantito

Possono cambiare comparto in qualunque momento, in deroga al periodo minimo di permanenza di 12 mesi normalmente previsto tra una richiesta e l’altra.

Quali sono le prestazioni del Fondo Fopen

Fopen offre ai propri aderenti diverse tipologie di prestazioni, disponibili sia prima che dopo il pensionamento, a seconda dei requisiti richiesti per accedervi.

1. Liquidazione

In caso di cessazione del rapporto di lavoro, che può avvenire per vari motivi (pensionamento, licenziamento, dimissioni, ecc.), Fopen offre diverse alternative:

  • Pensionamento: gli aderenti che hanno maturato i requisiti per la pensione INPS  e almeno 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare possono richiedere la pensione integrativa sotto forma di capitale (solo nei casi previsti), rendita o in forma mista.
  • RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata): consente di ricevere il montante accumulato in rate trimestrali fino al raggiungimento dell’età della pensione di vecchiaia, nei casi di cessazione dell’attività lavorativa o inoccupazione in prossimità del pensionamento.
  • Riscatto: gli aderenti possono liquidare il 100% o il 50% della posizione accumulata in specifici casi, come cambio di CCNL, inoccupazione superiore ai 12 mesi o invalidità.
  • Isopensione: con un accordo sindacale preesistente, è possibile accedere ai benefici previsti dalla legge 92/2012, richiedendo il riscatto con importanti agevolazioni fiscali.

Inoltre, la manovra 2026 ha introdotto tre nuove tipologie di prestazione pensionistica erogabili al momento del pensionamento. Nel dettaglio:

  • rendita a durata definita: consente di percepire un assegno periodico per un numero di anni prestabilito, calcolato in base all’aspettativa di vita dell’aderente (sulla base delle tavole statistiche ISTAT);
  • prelievi liberi: offrono la possibilità di decidere in autonomia quando e quanto prelevare, nei limiti della quota di montante che, in base alla speranza di vita ISTAT, risulta teoricamente maturata, al netto di quanto già prelevato;
  • erogazione frazionata (operativa dal 31 ottobre 2026): prevede la liquidazione del capitale in rate periodiche per un arco temporale a scelta dell’aderente, purché non inferiore a cinque anni. In questo caso si applica un’aliquota sostitutiva che va dal 20 al 15% in base agli anni di partecipazione, più elevata rispetto a quella compresa tra il 15% e il 9% delle altre forme di pensione integrativa.

Scegliendo una di queste opzioni, il montante residuo rimane in gestione presso il Fondo e continua a essere investito sui mercati.

Tuttavia, è importante ricordare che l’aderente può sempre decidere di rimanere iscritto al Fondo, anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro o il pensionamento, continuando a investire il proprio capitale e a maturare rendimenti in base all’andamento dei mercati finanziari.

2. Trasferimento presso altro fondo

In caso di cessazione del rapporto di lavoro e successiva nuova assunzione o nomina a dirigente, l’aderente può trasferire l’intera posizione accumulata in Fopen presso il nuovo fondo di categoria.

Se non si verificano tali situazioni, ma l’aderente desidera comunque procedere al trasferimento, è necessario aver maturato almeno due anni di iscrizione a Fopen.

3. Anticipazioni

Le anticipazioni sono prestazioni riconosciute prima del pensionamento, in specifici casi e per percentuali predeterminate del montante accumulato. In particolare, le anticipazioni possono essere richieste per:

  • Spese sanitarie connesse a gravissimi motivi di salute propri, del coniuge o dei figli, in qualsiasi momento e fino a un massimo del 75% della posizione individuale accumulata.
  • Acquisto della prima casa di abitazione per sé o i figli, dopo otto anni dall’iscrizione, fino a un massimo del 75%.
  • Lavori di ristrutturazione della prima casa di abitazione, dopo otto anni dall’iscrizione, fino a un massimo del 75%.
  • Ulteriori esigenze non documentate, dopo otto anni dall’iscrizione, fino a un massimo del 30%.

4. Riscatto per premorienza

In caso di decesso dell’aderente prima del pensionamento, la posizione maturata presso il Fondo viene riscattata dai soggetti designati dall’aderente o, in mancanza, dagli eredi.

La designazione rappresenta la possibilità, per l’aderente, di scegliere uno o più soggetti legittimati al riscatto della posizione maturata, in caso di decesso prematuro, scegliendo anche persone che non necessariamente siano eredi legittimi. Inoltre l’aderente può, in caso di più soggetti designati, determinare la percentuale della posizione individuale che spetta a ciascuno degli aventi diritto.

È importante notare che la designazione prevale sui soggetti individuati dal Codice Civile (gli eredi legittimi). Tale forma di riscatto gode della fiscalità più favorevole.

In conclusione, le opportunità offerte agli aderenti sono molteplici. Prima di prendere qualsiasi decisione, è consigliabile effettuare le opportune valutazioni basate sulle proprie esigenze e aspettative finanziarie, sia personali che familiari, avendo sempre a mente che, oltre alle opportunità già menzionate, Fopen, in qualità di associazione senza scopo di lucro, presenta costi molto contenuti rispetto ad altre forme di gestione del risparmio.

Per approfondire, invitiamo a leggere l’articolo “I costi del Fondo Fopen spiegati in modo semplice”.