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Manovra 2026 e fondo pensione: cosa cambia per adesioni, deduzioni e prestazioni?

Cubi di legno che formano l'anno 2026 con pile di monete crescenti, simbolo degli aggiornamenti su Manovra 2026 e fondo pensione.

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto una serie di innovazioni sostanziali in materia di previdenza complementare. In questo articolo vedremo nel dettaglio le principali novità, in particolare:

  • rafforzamento delle agevolazioni fiscali: aumento della soglia di deducibilità per i contributi versati a partire dal 1° gennaio 2026;
  • adesione automatica: superamento del tradizionale “silenzio-assenso” e introduzione del meccanismo di iscrizione automatica alla previdenza complementare;
  • più flessibilità nell’erogazione della pensione integrativa: nuove opzioni per la liquidazione del montante accumulato, con l’aumento della soglia richiedibile in capitale e l’aggiunta di formule di rendita diversificate;
  • assetti tecnici e strategici: novità riguardanti le politiche di investimento nelle infrastrutture, le regole sul cumulo contributivo, la gestione del Fondo di Tesoreria INPS e il rafforzamento dell’impianto sanzionatorio;
  • portabilità del contributo datoriale: diritto alla portabilità del contributo in capo all’azienda esteso anche a fondi aperti e PIP.

Indice Contenuti

Cosa cambia con la Legge di Bilancio 2026?

Se sei già iscritto a Fopen o stai valutando di farlo, le novità della manovra 2026 meritano attenzione: avranno un impatto concreto sulle tue scelte previdenziali.

Oggi la previdenza complementare non è più un “di più”, ma una necessità. Il sistema pensionistico pubblico è sotto pressione per due motivi strutturali: l’aumento della speranza di vita, che allunga il periodo di pagamento delle pensioni, e il calo delle nascite, che riduce il numero di lavoratori attivi.

In questo scenario, il secondo pilastro – cioè la previdenza complementare, appunto – diventa fondamentale per integrare la pensione pubblica e proteggere il tuo futuro tenore di vita.

Approfondiamo ora quanto previsto dalla manovra in materia, ma attenzione alle tempistiche: l’aumento della soglia di deducibilità è già in vigore dal 1° gennaio 2026, mentre le misure più incisive della riforma (come l’adesione automatica e le nuove modalità di accesso alla prestazione) dovrebbero partire dal 1° luglio 2026, in attesa delle disposizione attuative.

Aumenta la deducibilità dei contributi versati al Fondo

La prima novità, in vigore a partire dal 1° gennaio 2026, rappresenta un vantaggio fiscale immediato per gli iscritti al Fondo. La soglia massima della deducibilità dei contributi versati a Fopen, infatti, sale a 5.300 euro annui (fino al 31/12/2025 il tetto era fissato a 5.164,57 euro all’anno).

Ricordiamo che concorrono al raggiungimento di questo limite:

  • i contributi a tuo carico: le somme che puoi versare tramite trattenuta in busta paga o bonifico bancario;
  • i contributi del datore di lavoro: le quote aggiuntive versate dall’azienda in caso di attivazione del contributo a tuo carico;
  • gli eventuali contributi volontari e i versamenti a favore dei familiari fiscalmente a carico.

Adesione automatica per i nuovi assunti

Il meccanismo di adesione alla previdenza complementare subirà una trasformazione radicale. Infatti, i lavoratori del settore privato di primo impiego assunti dopo quella data, se non dispongono diversamente entro 60 giorni, saranno iscritti in modo automatico e “pieno” al fondo pensione negoziale previsto dal CCNL. Questo significa che verranno indirizzati al fondo:

  • il TFR maturando;
  • il contributo personale (nella misura minima stabilita dagli accordi collettivi);
  • il contributo del datore di lavoro.

Un’altra novità di rilievo riguarda l’investimento dei contributi in caso di adesione automatica. In passato, in caso di iscrizione tacita la posizione dell’aderente veniva investita di default nella linea di tipo garantito. La riforma 2026, invece, prevede che i contributi vengano investiti tenendo conto dell’orizzonte temporale a disposizione e dell’età anagrafica dell’aderente: ad esempio, per i giovani il fondo dovrà adottare inizialmente un profilo più dinamico (con una quota azionaria maggiore), oppure strategie tipo “life cycle”.

Le nuove modalità di erogazione della rendita

Innanzitutto, la soglia massima per il prelievo in capitale al momento del pensionamento passerà dal 50% al 60% del montante totale. Il restante 40% rimarrà destinato alla rendita mensile.

Non subisce variazioni la possibilità di richiedere la pensione integrativa al 100% in rendita o al 100% in capitale.

Oltre all’innalzamento della quota massima richiedibile in capitale, la manovra 2026 introduce nuove modalità di erogazione della rendita, rendendo il fondo pensione uno strumento ancora più flessibile.

1. Rendita a durata definita

Questa opzione ti permetterà di ricevere un assegno periodico per un numero di anni prestabilito, basato sulla tua aspettativa di vita (calcolata su tavole statistiche ISTAT). Se dovessi mancare prima della fine del periodo, l’importo che resta nel Fondo viene liquidato ai tuoi eredi.

2. Prelievi liberi

Potrai decidere quando e quanto prelevare, ma non potrai richiedere una cifra superiore a quella maturata con la “rendita a durata definita”.

3. Erogazione frazionata

Potrai richiedere l’erogazione del montante in rate periodiche per un periodo temporale a tua scelta, purché non sia inferiore a cinque anni.

Attenzione però: questa è l’opzione meno conveniente dal punto di vista fiscale. Infatti, l’aliquota parte dal 20% e scende fino al 15% dopo 35 anni di iscrizione.

Scegliendo queste opzioni, il tuo montante residuo rimarrà in gestione presso Fopen e continuerà a essere investito, generando rendimenti nel tempo.

Portabilità del contributo datoriale

La Legge di Bilancio prevede, a partire dal 1° luglio 2026 (salvo eventuali proroghe), la possibilità di portare il contributo datoriale anche in caso di trasferimento verso fondi aperti (FPA) e piani individuali pensionistici (PIP).

È fondamentale, tuttavia, tenere a mente un importante aspetto: l’impatto dei costi di gestione.

Fopen è un’associazione senza scopo di lucro e, per questo, applica costi molto bassi e mediamente molto inferiori rispetto a fondi aperti e PIP.

Tali costi rischiano di erodere lentamente il tuo progetto pensionistico integrativo: come riporta la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP), infatti, nel lungo periodo una differenza dell’1% nei costi comporta una riduzione pari al 18-20% nel montante finale.

Prima di procedere con un eventuale trasferimento, dunque, ti invitiamo sempre a confrontare l’ISC (Indicatore Sintetico dei Costi) delle diverse forme di previdenza complementare, da cui emerge chiaramente come i fondi negoziali rimangano la scelta più efficiente per pianificare la tua pensione integrativa.

Per approfondire, ti invitiamo a consultare l’approfondimento I costi del Fondo Fopen spiegati in modo semplice.

Conclusioni

La manovra 2026 riconosce l’assoluta centralità della previdenza complementare e interviene con norme volte a renderla ancora più conveniente sul piano fiscale e flessibile dal punto di vista delle prestazioni.

L’introduzione dell’adesione automatica, inoltre, rappresenta un importante volano per ampliare la platea degli aderenti, che potranno contare su una adesione piena e non più limitata al solo TFR maturando.

Come abbiamo visto, alcuni provvedimenti sono già in vigore, ma la maggior parte delle novità entrerà in vigore il 1° luglio 2026. Nei prossimi mesi verranno emanati i decreti attuativi e la COVIP aggiornerà le proprie istruzioni operative, consentendo ai fondi pensione come Fopen di adeguare i propri regolamenti.

Continua a seguirci per rimanere aggiornato su tutti i prossimi sviluppi.

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