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Previdenza

Nel 2025 i fondi negoziali hanno conseguito un rendimento medio del 4,8%

blocchi in legno posizionati in ordine crescente, con il simbolo del percentuale in crescita

Se ti stai chiedendo se la tua pensione integrativa funzioni davvero, la risposta arriva direttamente dai numeri ufficiali. E le notizie, per te che hai scelto di aderire a Fopen, sono decisamente positive.

Infatti, il 10 giugno 2026 la COVIP, l’Autorità che vigila sulle forme di previdenza complementare in Italia, ha pubblicato la relazione per l’anno 2025, un documento fondamentale per capire l’andamento del comparto nell’ultimo esercizio. 

In questo articolo faremo innanzitutto una panoramica sui dati COVIP, per poi concentrarci sui rendimenti dei fondi pensione negoziali nel 2025. Infine, confronteremo i rendimenti ottenuti dai fondi negoziali e la rivalutazione del TFR lasciato in azienda, gettando uno sguardo sul ruolo cruciale del tempo quando si investe con finalità previdenziali.

Indice Contenuti

I nuovi dati COVIP e lo stato di salute della previdenza complementare

Il quadro generale, tracciato nella relazione COVIP, racconta di un sistema in crescita e sempre più solido. A fine 2025 gli iscritti alla previdenza complementare in Italia hanno sfiorato quota 10,5 milioni, con un incremento del 4,8% rispetto all’anno precedente, arrivando a coprire quasi il 40% della forza lavoro del Paese. 

Un dato particolarmente incoraggiante riguarda i più giovani: oltre la metà delle nuove adesioni ha riguardato gli under 35, segno che sempre più persone iniziano a pensare al proprio futuro previdenziale fin dai primi anni di lavoro, quando il tempo è la risorsa più preziosa.

 

I fondi negoziali nel 2025: un anno in positivo

All’interno di questo panorama, i fondi pensione negoziali come Fopen rappresentano una delle forme più diffuse e convenienti di previdenza complementare

Il 2025 è stato un anno complessivamente favorevole per chi ha scelto di affidare il proprio futuro previdenziale a un fondo negoziale. Secondo i dati della Relazione COVIP, il rendimento medio netto ottenuto da queste forme pensionistiche è stato pari al 4,8%, un risultato che tiene conto di tutte le diverse linee di investimento offerte, da quelle più prudenti a quelle più orientate all’azionario.

Ma cosa significa in concreto questo 4,8% per te, che sei un lavoratore iscritto a Fopen? Significa che, in media, il capitale accumulato nella tua posizione previdenziale è cresciuto di quasi cinque punti percentuali nel corso di un solo anno, al netto di costi di gestione e imposte. 

Facciamo un esempio semplice. Se a inizio 2025 il tuo montante previdenziale era pari a 20.000 euro, grazie a questo rendimento medio sarebbe cresciuto a circa 20.960 euro, senza contare i rendimenti del TFR maturato nel corso dell’esercizio e gli eventuali ulteriori versamenti effettuati durante l’anno da te e dall’azienda. Naturalmente si tratta di una media generale, poiché il tuo risultato personale dipende dal comparto in cui hai scelto di investire, un aspetto su cui torneremo nel prossimo paragrafo.

Va sottolineato che questo dato non è isolato, ma si inserisce in un contesto di mercati finanziari generalmente positivi nel corso dell’anno, nonostante una prima parte caratterizzata da tensioni commerciali internazionali e da uno scenario geopolitico complesso. I gestori dei fondi negoziali hanno saputo cogliere le opportunità offerte dai mercati azionari e obbligazionari, bilanciando le diverse componenti di portafoglio per contenere i rischi senza rinunciare alla crescita del capitale.

È interessante guardare a questo dato anche in prospettiva storica. Se consideri gli ultimi tre anni, cioè il periodo 2023-2025, il rendimento medio annuo dei fondi negoziali sale al 5,8%, un risultato che riflette il recupero dei mercati dopo la fase difficile del 2022. Questo aiuta a capire un principio fondamentale della previdenza complementare, che riprenderemo più avanti: i risultati di un singolo anno, per quanto positivi o negativi, vanno sempre letti come un tassello di un percorso più lungo e mai come un giudizio definitivo sulla bontà della propria scelta previdenziale.

Rendimenti al 7,7% per i comparti azionari

Se il 4,8% è il dato medio generale dei fondi negoziali, la parte più interessante della relazione COVIP riguarda i risultati dei singoli comparti, ovvero le diverse linee di investimento tra cui puoi scegliere per investire i tuoi risparmi. 

Secondo il report, nel 2025 i comparti a maggiore componente azionaria hanno ottenuto un rendimento medio del 7,7%, spinti soprattutto dall’entusiasmo dei mercati per i temi legati all’intelligenza artificiale e da politiche monetarie più distese.

In quest’ottica, ricordiamo che la scelta del comparto dovrebbe dipendere principalmente dall’età e dal tempo che separa dal pensionamento: in linea di principio, in giovane età si dovrebbero privilegiare le linee dinamiche, con una maggior componente investita in azioni; con l’avvicinarsi della pensione, invece, si dovrebbe optare per linee più prudenti, che hanno l’obiettivo di proteggere il montante accumulato. 

Fopen, come molti fondi di categoria, ti offre la possibilità di scegliere tra comparti con diversi profili di rischio e rendimento atteso, mettendo anche a disposizione strumenti come il Questionario di autovalutazione (che trovi anche all’interno dell’area riservata) per aiutarti nella scelta.

Fondo Pensione vs TFR in azienda: i dati del 2025

Uno dei modi più utili per capire davvero il valore della previdenza complementare è mettere a confronto i rendimenti dei fondi negoziali con il TFR lasciato in azienda

Il TFR lasciato in azienda non viene investito sui mercati finanziari, ma si rivaluta ogni anno secondo un meccanismo fisso stabilito per legge: un tasso pari all’1,5%, a cui si aggiunge il 75% dell’inflazione registrata nell’anno. Secondo la relazione COVIP, nel 2025 questo meccanismo ha prodotto una rivalutazione netta pari all’1,9%.

Il confronto con i risultati dei fondi negoziali è piuttosto netto: a fronte dell’1,9% di rivalutazione del TFR, il rendimento medio dei fondi negoziali è stato del 4,8% (quasi il triplo), mentre i comparti azionari hanno raggiunto il 7,7% (oltre quattro volte tanto).

Proviamo a tradurre questo divario in numeri concreti. Immaginiamo due lavoratori con lo stesso TFR annuo maturato, pari a 2.000 euro:

  • chi lo ha lasciato in azienda ha visto il proprio TFR crescere di circa 38 euro nel corso dell’anno;
  • chi lo ha destinato a un fondo negoziale, in media, ha ottenuto una crescita di circa 96 euro;
  • chi lo ha investito in un comparto azionario ha beneficiato di un incremento di circa 154 euro.

Su un singolo anno la differenza può sembrare contenuta, ma se moltiplichiamo questo effetto per i contributi versati lungo un’intera carriera lavorativa di trent’anni o più, il divario si trasforma in una somma tutt’altro che trascurabile.

Perché i dati COVIP sono una buona notizia per il tuo futuro

La relazione COVIP per l’anno 2025 conferma un quadro complessivamente positivo per te che hai scelto di aderire a un fondo pensione negoziale come Fopen: un rendimento medio del 4,8%, che sale al 7,7% per i comparti a maggiore componente azionaria, in entrambi i casi ampiamente superiore al tasso di rivalutazione ottenuto da chi ha lasciato il TFR in azienda.

Al di là del singolo dato annuale, la cosa più importante che questi numeri raccontano è che la previdenza complementare in Italia è un sistema solido, in crescita costante nei volumi di iscritti e capace di generare, nel tempo, risultati concreti

I costi di gestione contenuti tipici dei fondi negoziali, unitamente al contributo aggiuntivo versato dal datore di lavoro, rendono questa forma pensionistica complementare la scelta più conveniente a disposizione dei lavoratori.

Ciò detto, ricorda sempre che i rendimenti passati non costituiscono mai una garanzia di quelli futuri: la vera forza della previdenza complementare risiede nella costanza dei versamenti e nella pianificazione finanziaria a lungo termine, non nell’inseguire la performance dell’ultima annata.

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